La qualità delle scelte di investimento non si misura solo dal ritorno economico immediato, ma dalla coerenza che riescono a mantenere nel tempo tra tecnologia, processi e capacità di governo dell’impresa.
È in questo equilibrio - spesso invisibile ma decisivo - che si gioca la competitività delle aziende nei prossimi anni.
In questo contesto, il nuovo iperammortamento 2026–2028 non va letto come una semplice misura fiscale, ma come una leva di progettazione industriale: uno strumento capace di accelerare progetti di crescita e decisioni corrette quando è inserito in una visione strategica, ma che rischia di generare investimenti poco efficaci se guidato esclusivamente dalla logica dell’agevolazione.
La domanda centrale non è quanto conviene, ma come massimizzare il ROI strategico, pianificando investimenti che traducano l’incentivo in valore reale, misurabile e sostenibile.
Il ritorno dell’iperammortamento apre una finestra temporale ampia - dal 2026 al 2028 - che consente alle imprese di ragionare per traiettorie di investimento, non per interventi isolati.
Questo significa pianificare progetti che incidono realmente su:
L’obiettivo è favorire investimenti in tecnologie e soluzioni digitali per migliorare flessibilità, controllo e competitività.
Esempio concreto: un impianto manifatturiero che integra MES con AI per prevedere guasti, riduce il pay-back da 5 a 3 anni grazie al 180% di maggiorazione sul costo.
L’iperammortamento consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile dei beni strumentali.
In pratica, il costo del bene viene aumentato ai fini fiscali, consentendo di dedurre quote di ammortamento più elevate e ridurre l’imponibile nel tempo (stimato su IRES 24% e ammortamento lineare 20% annuo).
Non è un contributo diretto né un credito d’imposta immediato, ma una super-deduzione fiscale, variabile in base all’importo dell’investimento.
|
Fascia investimento |
Maggiorazione |
Beneficio fiscale stimato |
|
fino a € 2.500.000 |
+180% |
circa 43,2% del costo del bene |
|
€ 2.500.001 – € 10.000.000 |
+100% |
circa 24% del costo |
|
oltre € 10.000.000 |
+50% |
circa 12% del costo |
Potenziali beneficiari:
L’unico requisito è essere soggetti a reddito d’impresa.
Per investimenti oltre determinate soglie, necessaria perizia asseverata da ENEA o ente accreditato.
Si applica a beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, per la digitalizzazione.
Il software rende possibile l’integrazione tra macchine, processi e dati, divenendo quindi componente imprescindibile.
Requisito fondamentale: l'interconnessione
Per molti beni, è obbligatoria l’interconnessione ai sistemi informativi aziendali:
L’agevolazione decorre dal momento dell’interconnessione, non dall’entrata in funzione
Sistemi gestionali evoluti (ERP come SAP Business One), piattaforme di integrazione e tool dati coordinano processi, integrano macchinari, forniscono dati tracciabili e migliorano le decisioni.
L’iperammortamento è la leva per rendere sostenibili questi progetti di evoluzione tecnologica.
Il nuovo iperammortamento 2026-2028 è un’opportunità per modernizzare e integrare infrastrutture, processi e sistemi digitali.
Il suo valore emerge solo in una visione industriale coerente: non una corsa alla tecnologia, ma la progettazione di un sistema aziendale efficiente, integrato e data-driven.
Compila il form qui sotto per ricevere maggiori informazioni e consulenza personalizzata in linea con le esigenze della tua azienda.